Ogni prodotto o progetto parte da una mappatura, attività necessaria per poter identificare tutti i punti di contatto tra utenti da un lato e, documenti e processi dell’azienda dall’altro. Questi punti di contatto – chiamati touchpoint – possono toccare normative, policy, procedure o regole aziendali e ci permettono di creare la c.d. legal customer journey, una visione reale della relazione Utente/azienda, con indicazione del percorso che il primo deve affrontare, di ogni tempistica e delle relative finalità.
Conoscere i propri utenti, identificare i punti di rottura dei processi, analizzare (grazie alle mappe di calore) la grafica migliore della parte digitale, la UX più adatta – ovvero dove e come posizionare una check box di accettazione – utilizzare una tecnologia rispetto ad un’altra. Questi devono essere i moonshots, quei lanci sulla luna, quei sogni, che grazie alla multi-competenza e al social brainstorming sono oggi possibili.
La sfida, e al contempo l’opportunità che ci fornisce la tecnologia, è finalmente quella di trovare il modo di mettere insieme due punti fondamentali del percorso di legal experience: quello che l’utente desidera come livello di esperienza e servizio - con quello che è necessario fare per renderlo possibile e costruire l’intero percorso dei suoi touchpoint legali.
Dobbiamo imparare a costruire prodotti legali che siano specifici per qualcuno, non che vadano bene sempre e per tutti. E qui torna fondamentale la parte di analisi di mappatura e di community brainstorming, dove quei dati riflettono una realtà utile a creare tanti profili quante sono le categorie di utenti destinatari del nostro prodotto. Non vendiamo oggetti o prodotti qualunque: oggi anche il settore legale vende esperienze, emozioni, identità, benefici, sicurezza e tranquillità.
E alla fine delle 5 stazioni troviamo il tanto atteso prototipo. Un mashup continuo tra mappature, contaminazioni, analisi, tecnologia e grafiche. È questo il momento dove dobbiamo valutare se abbiamo raggiunto la value proposition che ci eravamo posti come obiettivo, ovvero se esiste il valore aggiunto che renda il prototipo realmente competitivo, capace di risolvere il problema all’utente o soddisfa un suo bisogno specifico, oppure optare per soluzioni alternative.