In GV crediamo nella contaminazione dei saperi e delle competenze e per questo, nel raccontarvi la nostra idea di #LABORATORIO, abbiamo deciso di mixare arte, storia e letteratura.
Come il principe Myškin di #Dostoevskij, siamo convinti che la bellezza sia un modo efficace per comunicare l’innovazione. Innovazione che il mondo può – e deve – utilizzare per essere un posto migliore, più aperto e più inclusivo.
Ecco perché per descrivere il nostro concetto di inclusione, siamo partiti dalla “Danza” di #Matisse. Edito nel 1905 per volere del magnate russo Sergej Schukin e dalle dimensioni pressoché sostenute, rappresenta figure maschili e femminili nude che si snodano in un movimento di danza circolare all’interno di un paesaggio molto semplificato, seppur dai colori accesi.
Se però per il #tempo, la vera grande novità consiste nella scelta cromatica – rosso, verde e blu sono colori decisi e forti, tipici dell’impostazione Fauve – per noi l’attenzione deve ricadere, soprattutto, nell’evidente tensione dinamica dei corpi. Questi, uniti da una forte armonia, condividono una danza circolare, sprigionando un’incredibile energia vitale senza limiti, senza timori o paure.
La tela esprime, così, la continuità ciclica della vita, simboleggiata per l’appunto, da una danza, da un abbraccio universale. La #contaminazione, il continuo sapere, l’utilizzo di strumenti innovativi non possono, quindi, non essere alla base di una società che mira all’inclusività, all’evoluzione e un’armonia ciclica che continuamente, ritmicamente, ripete sé stessa.
Abbiamo creato un nuovo “contenitore tecnologico” che permette a chiunque di acquisire nuove competenze in maniera fluida, immediata e dinamica. Giocare con la formazione, sfruttando la #multicompetenza…senza mai banalizzare. Per saperne di più ed entrare nel nostro laboratorio, #scrivici nei commenti.